Giornata Mondiale della Fisioterapia

In Italia ogni anno oltre 120.000 anziani subiscono una frattura di femore. Nella maggior parte dei casi si tratta di donne, e non è solo il corpo a spezzarsi: è l’equilibrio di un’intera famiglia a incrinarsi. La frattura diventa il simbolo di un welfare fragile, che cede sotto il peso dell’invecchiamento della popolazione e scarica il carico assistenziale sulle spalle invisibili dei caregiver.

I numeri parlano chiaro: una donna su tre sopra i 50 anni affronta fratture da fragilità, il 23% soffre di osteoporosi contro il 7% degli uomini. La frattura di femore colpisce soprattutto le donne oltre gli 80 anni, spesso già fragili e isolate. Basta un gradino, un passo incerto, e inizia un percorso lungo e faticoso fatto di ospedali, fisioterapia, paure e rinunce.

Da fisioterapista so bene che il mio lavoro non è solo restituire autonomia alla paziente, ma anche sostenere chi le sta accanto: familiari esausti, spesso invisibili. Prevenzione ed educazione non sono slogan, ma politiche concrete che devono entrare nell’agenda pubblica: esercizi mirati, programmi di attività adattata, informazione sulla salute ossea e gestione del rischio sono strumenti per proteggere le donne anziane di oggi e le generazioni di domani.

L’Italia è uno dei Paesi più longevi al mondo: secondo l’ISTAT oltre il 23,5% della popolazione ha più di 65 anni, e questa percentuale è destinata a crescere nei prossimi decenni. In questo scenario l’accesso diretto alla fisioterapia non è più un’opzione, ma una necessità. Studi riportati anche da Fondazione GIMBE mostrano che l’accesso diretto riduce i tempi di cura, migliora la qualità dell’assistenza e restituisce dignità professionale al fisioterapista, riconoscendone il ruolo nella salute pubblica.

Oggi si parla sempre di più della casa come primo luogo di cura, per alleggerire il peso sugli ospedali. Sono stati stanziati fondi importanti per la sanità territoriale, ma questi non si sono tradotti in un reale miglioramento né in un giusto riconoscimento economico per chi opera in prima linea. In Sicilia, ad esempio, la qualità dell’assistenza territoriale resta tra le più basse d’Italia, con un evidente divario rispetto ad altre regioni.

Celebro questa giornata con la convinzione che la fisioterapia debba essere parte di una risposta collettiva e politica. Invecchiare in salute non può essere un privilegio individuale, ma un diritto tutelato dalla comunità. Servono interventi legislativi coraggiosi sull’invecchiamento attivo, sulla prevenzione e sull’accesso diretto alle cure: perché il futuro della salute dei cittadini dipende da scelte che devono essere prese oggi.